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Un diario di bordo PDF Stampa E-mail
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Un diario di bordo
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Sai che significa blog? E' la contrazione di weB e LOG, ovvero il diario nel web. Il dato straordinario è che il fenomeno dei blog ha dimostrato che la rete non si fa da sola, la facciamo noi. Si scrive e si pubblica, al volo.
Senza troppe mediazioni tecniche. Altra cosa straordinaria è che questo blog viene condiviso, partecipato da altri, come te interessati a portare nel web un pò di quello spazio pubblico che viviamo nella società. Come il teatro...

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  Scrivi e leggi i commenti (51)
 6 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 06-11-2007 16:48
Questo blog intende mettere in essere un punto cardine: quello della partecipazione attiva delle diverse comunità di spettatori, teso a stabilire un senso più forte di relazione tra teatro e città.  
Dopotutto il teatro è nato nella Grecia antica come “palestra di cittadinanza", è da lì che nasce la Polis, l’idea di spazio pubblico.  
Ed oggi nella società dell’Informazione abbiamo bisogno di inventare i modi per fare delle reti uno spazio pubblico a tutti gli effetti. L’incontro tra informazione ed emozione, proprio del teatro, è vitale per questo.
 7 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 07-11-2007 11:05
siamo in conferenza stampa x presentare Scompagina, sta parlando l'assessore provinciale...
 8 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 11-11-2007 13:46
Ho inviato un mio commento. Spero di aver usato lo spazio giusto.
 9 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 11-11-2007 19:28
Invece di cliccare "blog" ho cliccato "contatti" per inviare il mio commento intitolato "SCOMPAGINARE UNA NECESSITA' SOCIALE E CULTURALE". Spero possiate trasferirlo sullo spazio del blog. Grazie
 10 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 12-11-2007 10:49
Ho letto il pieghevole della rassegna "Scompagina/1" e ho partecipato allo stimolante incontro con Carlo Infante sui contenuti e le modalità del progetto. 
Nella nostra bella e ricca città, purtroppo da diversi anni si è consolidata l'abitudine di promuovere "l'Alta Cultura", o Cutura Ufficiale, o "Cultura di serie A"(quella a cui alludeva l'attuale assessore alla Cultura in un'intervista rilasciata al Corriere Adriatico) , soprattutto in certe ricorrenze quali quelle dei compleanni e degli anniversari di morte dei cittadini illustri che sono nati o transitati , anche per caso, nella nostra città attraverso i secoli. Federico II,G.B. Pergolesi, Federico Conti,L.Lotto e Valeria Moriconi, ecc... Francamente non se ne può piu' di Celebrazioni, centenari e gemellaggi che poi, diciamocelo,lasciano il tempo che trovano nelle coscienze della comunità che paga le tasse anche per finanziare i costosissimi eventi esclusivamentelegati alle commemorazioni e ai gemellaggi. 
A differenza dei personaggi illustri,che nel corso dei secoli, hanno avuto a che fare con la nostra città, Valeria Moriconi, è il personaggio piu' reale e piu' vivo, piu' presente, un personaggio che tutti gli jesini hanno conosciuto non solo a teatro, ma da Bardi, lungo il corso, dal parrucchiere, nei negozi,insomma un personaggio che ha abitato per decenni la nostra città. Valeria non è solo un personaggio popolare per noi ma è anche una figura che incarna l'essenza del teatro inteso prima di tutto come vita e poi come spettacolo. E' sorella di Edoardo, uno dei piu' grandi considerando anche che può fare a meno del proprio cognome. 
La scorsa estate, ho visitato attentamente l'archivo del Centro Sudi dedicato a Valeria: fantastica e importante istituzione culturale per la città, come del resto il Teatro di S. Floriano . 
Ricordo pero' che dissi al dott. Franco Cecchini, che con giusto orgoglio mi faceva da guida al Centro "Adesso però facciamo in modo che questo stupendo contenitore culturale non diventi il solito spazio pubblico,imbalsamato, patinato, blindato ed esclusivo come tanti spazi della Cultura istituzionale jesina, frequentati principalmente da una elite urbana. Cerchiamo di non farlo morire di morte naturale e di ragnatele". 
 
Tra i documenti del Centro Studi, tutti interessanti, uno in particolare mi ha davvero colpito emotivamente e "razionalmente".E' il messaggio-appello forte e accorato che Valeria lancia alla nostra comunità " IL TEATRO C'E'...C'E'...E' NOSTRO, E' VOSTRO ...E' DI TUTTI......." La sua voce giovane, appassionata, emozionata ...le sue parole di vita e non di un copione mi risuonano spesso nella mente quando attraverso la piazza Federico II. E come risuonano nella mia mente potrebbero risuonare anche nella mente di tanti cittadini se solo la nostra "Municipalita'" cominciasse a "scompaginare " certe sue modalità di fare e di promuovere cultura dall'alto invece di confrontarsi e di "concertare" coi cittadini,con le scuole e con le associazioni ,i propri progetti e proposte culturali. "Cultura partecipativa" e non solo "Bilancio partecipativo" per darsi un tono ..."di sinistra" o di "centrosinistra"!!! 
Proiettare al Palazzo dei Convegni un frammento del bellissimo teleromanzo "Resurrezione",credo che Valeria non l'avrebbe gradito per commemorare il suo compleanno. Sa troppo di necrologio,in tutti i sensi e anche di "antiteatro", proposto così. 
Sicuramente avrebbe coinvolto di piu'la coscienza dei cittadini anche quella dei piu' giovani e dei meno acculturati, la proiezione del messaggio-appello di Valeria un appello che magari potrebbe essere trasmesso solo attraverso quegli altoparlanti poco utilizzati installati da anni lungo il corso, "altoparlanti istituzionali" !...E' paradossale come in questa città tutto cio' che appartiene alla cultura istituzionale diventa sempre piu' qualcosa di elitario ,di nicchia,di addetti ai lavori , un qualcosa che spesso diventa polveroso e obsoleto perchè è scollato dall'attualità , piu' precisamente dai bisogni, dal gusto e dalla sensibilità reale dei cittadini che cambiano nel corso degli anni e delle generazioni. 
Potrebbe anche andar bene passare dalla cosiddetta politica culturale, stile anni settanta a quella più attuale del marketing. L'importante però è essere coerenti. 
Prendiamo ad esempio il pieghevole di "scompagina/1 ". Dal punto di vista grafico a quale strategia di comunicazione si ispira, a quella razionalista stile "Bauhaus" o a quella più recente definita, in termini inelegati ma incisivi della "guerrilla marketing" che lancia un prodotto o servizio, puntando sull'idea da veicolare, originale e capace di stuzzicare la curiosità degli utenti con l'"effetto virale" , quello del "di bocca in bocca" ? 
Quel pieghevole è a mio avviso, un'opera grafica di modesto impatto comunicativo, un ginepraio di scritte, loghi,cifre,immagini....Ci vuole il filo di Arianna per districare l'utente e aiutarlo a capire cosa bisogna "scompaginare"! 
Insomma, anche per la campagna di comunicazione degli eventi culturali istituzionali, vogliamo cominciare a "scompaginare" certe prassi consolidate e poco "partecipative" ? 
Perchè non promuovere cultura istituzionale anche attraverso progetti grafici, magari coinvolgendo a rotazione giovani professionisti grafici e di talento , sicuramente capaci di offrire prodotti piu' freschi e piu' interessanti dal punto di vista visuale e della comunicazione? 
E infine, non è troppo alto il costo del biglietto per permettersi il lusso di "scompaginare" ? 
Non sarebbe forse il caso che la "municipalità" si avvalesse di strategie piu' "democratiche", piu' economiche e piu' interattive per promuovere sul territorio una Cultura teatrale piu'autentica? 
Vogliamo cominciare a riattivare nella nostra città un dibattito culturale più vivace ,piu' stimolante ed interessante rispetto a quello che si è animando su come e dove spostare la statua di Federico II ? 
 
Senza scusarmi per la franchezza, ringrazio per la cortese attenzione e per l'opportunità che il progetto "scompagina" mi ha offerto per dire la mia, considerando che gli spazi della partecipazione democratica sono sempre piu' ristretti ed eslusivi.