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Sai che significa blog? E' la contrazione di weB e LOG, ovvero il diario nel web. Il dato straordinario è che il fenomeno dei blog ha dimostrato che la rete non si fa da sola, la facciamo noi. Si scrive e si pubblica, al volo. Senza troppe mediazioni tecniche. Altra cosa straordinaria è che questo blog viene condiviso, partecipato da altri, come te interessati a portare nel web un pò di quello spazio pubblico che viviamo nella società. Come il teatro...
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, il 22-11-2007 08:49 Arrivo in ritardo, scusate. Sono il responsabile di tutto l'ambaradan di Scompagina. Mi riconosco in pieno nell'intervento del 16.XI di Chiara d.: ha centrato il senso e l'obiettivo del progetto attorno a Resurrezione e di tutta la rassegna. Come l'hanno centrato a pieno, a mio parere, Carlo e Capolinea con la loro operazione di tipo sperimentale (suggestiva ed efficace). Quei materiali (le video tag) non dovrebbero andare dispersi: assieme alla straordinaria interpretazione (d'avanguardia, in un certo senso) di Piera, alle altre recenzioni d'epoca, al diario di Valeria nei giorni delle riprese, alle foto di scena, alla sintesi narrativa per immagini dello sceneggiato ecc...potrebbero essere raccolte in una produzione in dvd da mettere in circolazione. E' un'idea; come l'altra, favolosa, delle video tag in un locale di ragazzi con vj... Si vedrà. Condivido pure l'apprezzamento per la qualità di quel prodotto televisivo (innovativo all'epoca) e per la forza interpretativa di Valeria che regge tuttora. La scelta per il 15.XI aveva dunque un senso, una giustificazione (lo dico a Rosa...), specie nel percorso di Scompagina che, non a caso, si è aperta con Resurrezione e si chiuderà con l'Anna Karenina di Nekrosius. E se un senso in sè ce l'ha, forse che glielo tolgono l'anniversario, il compleanno, la celebrazione (che non c'è stata) ecc? Non penso: come minimo l'anniversario è un pretesto, uno spunto; ma può essere anche un valore aggiunto, se rende più intenso il ricordo di lei. D'altra parte, qual'è "il modo più appropriato per scompaginare il teatro di Valeria"? Quel teatro non c'è più, c'è solo il teatro della memoria: ci sono i suoi documenti, i suoi progetti, le sue parole ("il teatro c'è" l'abbiamo anche inserito nella sigla del CVM) i video di maggiore o minore qualità. E se si giudica Resurrezione "un bellissimo teleromanzo" (bello e interessante lo è senz'altro), Valeria l'avrebbe certamente "gradito per il suo compleanno". Le proiezioni a Palazzo dei Convegni dovevano essere una maratona preliminare sullo sceneggiato, da poter intravedere dal corso o vedere in tutto o in parte seduti in sala, prima che fosse "scompaginato": ma poi le cose, purtroppo, sono andate diversamente. Pazienza. Quanto alle considerazioni più generali sulla politica culturale e teatrale in città ecc, sarebbe il massimo se Scompagina diventasse l'occasione, il terreno, il "sito" per discuterne. Ma partendo, possibilmente, dal dato specifico: le proposte di Scompagina, appunto.
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, il 22-11-2007 09:11 Franco fissa e chiarisce alcuni punti che sono all'origine di tutta quell'operazione "attorno a Resurrezione": creare un teatro della memoria. Dinamizzare cioè i materiali d'archivio perchè l'esercizio della memoria si trasformi in linguaggio contemporaneo. Perchè possa essere trasmesso alle nuove generazioni: perchè conoscano sia Tolstoj sia Valeria. Credo. spero, s'intraprenda un processo che possa svilupparsi nel tempo. Serve continuità. Anche perchè quello che abbiamo fatto (le video tag, principalmente) è di fatto un'esperienza apripista in Italia e non solo. E l'attenzione della direzione Strategie Tecnologiche RAI ce lo ha confermato.
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, il 22-11-2007 14:14 Credo di non essere poi andata così "fuori tema "nel mio primo intervento. Mi sono attenuta alla dichiarazione-invito del blog numero 6 di Carlo, ovvero al "cardine del blog: quello della partecipazione attiva delle diverse comunità di spettatori teso a stabilire un nesso piu' forte tra teatro e città". Se dobbiamo invece solo discutere sulla tecnica delle video tag per rianimare un "teatro della memoria " e Tolstoj va bene lo stesso, ma non è piu' un'operazione volta a creare, come si diceva all'inizio, un "teatro come cittadinanza" ma diventa un'operazione di cultura teatrale rivolta agli appassionati, agli addetti ai lavori e agli studiosi giovani e meno giovani.Insomma, la solita "Cultura di serie A.", quella elitaria.
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, il 22-11-2007 15:22 Ripeto: se Scompagina fosse l'occasione, il sito per discutere anche di teatro e città "sarebbe il massimo". Quindi tutto ok. Quanto al prossimo appuntamento della rassegna, come si sa, era fissato per sabato 24 al teatro di San Marcello con Andrea De Carlo in "Mare delle verità". Ma dall'ufficio stampa della Bompiani c'è giunta questa email: "purtroppo il nostro autore non se la sente di partecipare alla serata di sabato 24 novembre. Una serie di circostanze avverse gli impediscono di venire, soprattutto il suo stato di salute debole in quanto reduce da una forte influenza e l’assenza del suo amico musicista con il quale ha sempre condotto tutti gli incontri. E’ consapevole degli sforzi che avete fatto finora e ringrazia per la vostra collaborazione. Piuttosto di svolgere un incontro sotto tono preferisce programmarlo più avanti con la certezza che tutto funzioni come sempre e la presenza del suo musicista. Si impegna ad informare da subito tutti i suoi ammiratori che lo seguono sul suo sito che la serata sarà rinviata in marzo/aprile". Ce ne scusiamo anche noi, assicurando che comunicheremo al più presto la nuova data. Intanto lo scambio tra e su "teatro e città" continua...
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, il 21-01-2008 19:54 Conferenza multimediale di Carlo Infante con la partecipazione straordinaria di Piera Degli Esposti Ricordando Valeria Moriconi Il 15 novembre alle ore 17.30 al Teatro Studio Valeria Moriconi di Jesi ha avuto luogo, in occasione dell’anniversario di nascita dell’attrice, una conferenza-spettacolo multimediale dal titolo Attorno a “Resurrezione” di Tolstoj, teleromanzo Rai del 1965, regia di Franco Enriqiez, interpreti principali Alberto Lupo e la giovane Valeria Moriconi. A questo incontro hanno partecipato Carlo Infante, che ha messo in video-scena parti dello sceneggiato legate a parole chiave, o meglio “tag”. L’idea di “scompaginare” lo sceneggiato televisivo, per mettere in luce l’interpretazione dell’attrice nei panni di Katiuscia, è notevole e riassume perfettamente le caratteristiche recitative di Valeria: fin troppo naturale e troppo Katiuscia, ma bravissima ed eccessivamente bella nella scena del tribunale come scriveva Achille Campanile sulle pagine de “L’Europeo”. Gli effetti sonori legati ai “tag”, che riproducevano la macchina da scrivere, inizialmente un’idea originale, si sono rivelati fastidiosi alla lunga, fastidiosi perché prodotti da una mano elettronica o forse perché interrompevano la piacevolissima “performance” di Infante. Un contributo storico critico sullo sceneggiato è stato dato dal professor Emilio Pozzi, docente di storia del teatro e dello spettacolo all’Università di Urbino, che si è palesato sin troppo tecnico per gli spettatori presenti quel pomeriggio. Una platea che savinianamente potevamo immaginare o vedere, composta da scolaretti (noi)- quasi vestiti alla marinara - e da lucidi panciuti signori che accompagnavano ingioiellate e incompetenti (forse) signore. Alla conferenza ha preso parte anche Piera Degli Esposti per una lettura teatrale di Coscienza a posto e Katiuscia in più. Il principe sarebbe stupido a non fuggire in Siberia, recensione di Achille Campanile sullo sceneggiato. La lettura, anzi l’interpretazione è stata ironica, interessante per i contenuti, pienissima per la bravura dell’attrice. In un’intervista televisiva fatta a Valeria Moriconi pochi mesi prima della morte, lei chiese al giornalista come sarebbe stata ricordata e di fronte all’imbarazzato silenzio del critico, rispose per lui, che le sarebbe piaciuto fossero state scelte sue interpretazioni fatte in giovane età. Sarà allora soddisfatta Valeria del modo in cui è stato ricordato l’anniversario della sua nascita? In parte credo di sì, per l’impegno di Franco Cecchini nel coniugare la memoria di Valeria con l’attualità messa in scena da Carlo Infante, affiancata dalla lettura teatrale di Piera Degli Esposti; suggestivo l’allestimento a museo del Teatro Studio con i costumi, i libri e i copioni di Valeria. Ciò che non ho gradito è stato lo scarso interessamento da parte dei media nazionali, discreto quello dei quotidiani regionali, tuttavia a mio parere si è fatto troppo poco per una donna, che ha dato tanto e continua a dare, tanto a chi si interessa a lei.