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Un diario di bordo PDF Stampa E-mail
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Un diario di bordo
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Sai che significa blog? E' la contrazione di weB e LOG, ovvero il diario nel web. Il dato straordinario è che il fenomeno dei blog ha dimostrato che la rete non si fa da sola, la facciamo noi. Si scrive e si pubblica, al volo.
Senza troppe mediazioni tecniche. Altra cosa straordinaria è che questo blog viene condiviso, partecipato da altri, come te interessati a portare nel web un pò di quello spazio pubblico che viviamo nella società. Come il teatro...

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  Scrivi e leggi i commenti (51)
 46 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 15-04-2008 19:02
Si, il teatro è un eccezione... 
E' un buon pensiero questo: fa riflettere.  
Il teatro è un\'occasione per guardare al mondo con un'attenzione particolare.  
E' un\'opportunità eccezionale. 
E\' palestra di alterità: quella condizione che ci porta a superare lo status quo della quotidianità. 
E penso sia a Tolstoj che con la sua Karenina denuncia le ipocrisie degli aristocratici sia a Nekrosius che sa quanto la finzione teatrale abia bisogno di autenticità.
 47 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 17-04-2008 12:36
Niente da fare. Non ho provato emozione. Una delle storie d'amore più commoventi e struggenti della letteratura di tutti i tempi mi ha lasciato quasi del tutto indifferente per tutte le cinque ore di spettacolo. Certo, difficile commuoversi per una rappresentazione improntata sull'ironia e sull'esagerazione di gesti e situazioni - come tipico del pluripremiato regista - Non ho colto però il in quale modo potesse essere interpretata come ironica una storia che non solo culmina in tragedia, ma nasce già come tale. Considerando razionalmente la rappresentazione, ho apprezzato la traduzione dell'opera sul palco, ma se devo considerarla dal punto di vista emotivo, l'empatia coi personaggi è stata per me praticamente assente. Quindi, pur ritenendo che una traspoasizione teatrale debba necessariamente possedere elementi di innovazione e altre chiavi di lettura rispetto alla narrazione originale, allo stesso tempo mi chiedo se questo tipo di rappresentazioni frenando l'emotività dello spettatore non blocchino anche il bello del teatro, che io almeno identifico soprattutto con la mia partecipazione "sentimentale" allo spettacolo. Altri hanno avuto le mie sensazioni su Anna Karenina?
 48 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 17-04-2008 15:40
sono d'accordo. niente empatia. 
troppa tecnica. troppa scuola. 
troppo teatro?
 49 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 18-04-2008 09:45
Non amo le definizioni, non mi piace generalizzare. Trovo che ci sia molta più scuola in tanto teatro italiano, piuttosto che in Nekrosius. Il quale straordinariamente riesce ad essere, secondo me, popolare ed intellettuale, emotivo e razionale allo stesso tempo. Trova soluzioni sorprendenti per risolvere i delicati passaggi da una scena all'altra, lavorando con una macchina scenica povera ma perfettamente funzionale; tira dentro un romanzo ottocentesco spunti che sembrano provenire dal teatro, dalla cultura classica - penso alla figura del Destino, alla circolarità del Tempo, all'ironia e alla tragedia. 
 
D''altro canto, anch''io credo che la storia d'amore di Anna Karenina sia poco coinvolgente. Ma non per la traduzione teatrale di Nekrosius, quanto per la natura stessa di una relazione, un approccio, una reazione all'amore assolutamente lontana dalle mie corde. Anna comincia a disperarsi ancor prima di amare... ha un'atteggiamento quasi irritante. Beh, sicuramente Vronskj ci mette anche del suo... è così rigido e ingessato! E qui mi chiedo se il regista l'abbia davvero voluto così o se sia un "merito" (!!!) dell'attore. 
 
Insomma, credo che il testo di Tolstoj abbia avuto il suo peso nel risultato finale. 
 
Per questo mi chiedo quando avremo il piacere di apprezzare un altro spettacolo del regista lituano nel nostro bel teatro jesino. Magari con l'Amleto o l'Otello di Shakespeare...
 50 Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 21-04-2008 11:48
si, certo, in Nekrosius c'è molto meno "accademia" che in tanto altro teatro ingessato e insostenibile. 
ma non mi basta cerci qualcosa di diverso. 
E sarebbe interessante arrivare a definirlo questo teatro che cerco (potrebbe essere un buon esercizio di confronto su questo blog). 
 
Insomma, trovo così importante poterci interrogare, una volta tanto da spettatori attivi e partecipativi, su ciò che ci garberebbe di più. 
 
Io personalmente mi sento attratto da almeno un paio di cose che sono in circolo nei teatri italiani in questi giorni e voglio solo trovare il tempo x andare a vederli. 
 
Uno è l'Arrevuoto di Martinelli a Napoli 
http://www.teatrostabilenapoli.it/stagione/calendario/spettacoli/progetti/laboratori/  
 
L'altro è la Pelle di Baliani/Malaparte a Prato 
http://www.metastasio.net/htm/cart/schede/16pelle.htm  
 
Perchè non proporli a Jesi? 
 
Magari x Scompagina 09?