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IL PERSECUTORE PDF Stampa E-mail

La Compagnia 41^ Festival Teatrale
Diritto & Rovescio” di Borgio Verezzi
presenta

IL PERSECUTORE
In memoriam Charlie Parker
di Julio Cortàzar
adattamento e riduzione Teresa Pedroni

Massimo Popolizio voce recitante
Enrico Rava tromba
Andrea pozza piano

Cura registica Teresa Pedroni
Light desiner Silvano Paglia
Assistenti alla regia Antonella Nives Murgia
Amministrazione Elena Bastia
Fonico Angelo Longo
Organizzazione Martini Spettacolo

Reading-spettacolo ispirato a Charlie Parker tratto dal testo “Il Persecutore” di Julio Cortazar.

Una serata che si prefigge di offrire la magia dell’incontro tra la letteratura e la musica. Un evento che ha come protagonisti un grande attore e un grande jazzista per ricreare l’atmosfera evocata da pagine straordinarie su di un personaggio altrettanto straordinario e mitico come Charlie Parker. Il rapporto tra la lettura attoriale e la lettura musicale per arrivare all’esecuzione di una partitura che esprima al suo meglio le possibilità e i sottotesti nascosti nell’opera letteraria. Quanto al controllo dei tempi Cortazar, melomane amante del jazz, è di un rigore assoluto attribuendo alla ritmica della prosa una parte fondamentale della sua narrazione. Ed in questo caso in particolare la scrittura è sviluppata e costruita come i ritmi del jazz.
Omaggio al mondo del jazz e alle sue ossessioni creative “Il Persecutore” non è soltanto un racconto biografico ma interrogazione in forma narrativa sull’irriducibile alterità del genio artistico. Cortazar racconta di aver cercato a lungo il protagonista di questa long short–story e di averlo riconosciuto, alla fine, nel profilo biografico di Charlie Parker: “Un individuo che, pur dotato di enorme intuizione, sia molto ignorante, molto primitivo. Un personaggio che non pensi. Un uomo che non abbia pensieri, ma solo sensazioni, che, nella sua musica, nei suoi amori, nei suoi vizi, nella sua infelicità, sempre e dovunque, non agisca che al livello delle sensazioni”.
La figura tragica in “The Bird” è ombra ad uno dei molti volti di Cortazar, la cui opera trova in questo racconto un momento di svolta dalla rarefazione delle atmosfere fantastiche, al confronto “esistenziale” con l’altro, che sempre e comunque, è il simile.

APPUNTI
La serata rappresenta un’occasione unica per ascoltare una delle voci più versatili del teatro italiano, Massimo Popolizio, ed Enrico Rava, uno dei jazzisti tra i più apprezzati nel panorama musicale attuale, magnifico interprete e compositore.
Questo incontro nasce dalla fascinazione subita durante la lettura del racconto di Julio Cortazar molto tempo fa. Così pensai di creare la possibilità di tradurre dalla letteratura al teatro le emozioni e l’atmosfera che quelle pagine evocavano. Cortazar racconta di aver cercato a lungo il protagonista di questa long short story e di averlo riconosciuto alla fine nel profilo biografico di Charlie Parker. Altrettanto potrei dire rispetto agli interpreti di questa sera, Massimo Popolizio ed Enrico Rava. Massimo Popolizio, attore di grande spicco nel teatro italiano, che ha la preziosità e la peculiarità di contenere e di interpretare moltissime anime con una non comune sensibilità, come ha dimostrato nel suo rilevante percorso artistico, in questo caso darà voce in modo straordinario sia alle parole del critico musicale che al pathos e alla poesia di un personaggio mitico come Charlie Parker. Enrico Rava, grande jazzista capace di suonare il “cielo”, questa è l’impressione che ho avuto quando ho assistito ad un suo concerto. L’idea di chiedere a lui di partecipare a questo evento mi è nata istintivamente ed è stata poi sostenuta quasi per magia dall’incontro con la sua prefazione al libro di Julio Cortazar “Il giro del giorno in ottanta mondi”, in cui Enrico cita proprio il racconto del “Persecutore”.
Un percorso magico intessuto di corrispondenze e casualità per arrivare a questa serata costituita principalmente dalla sinergia di due artisti così interessanti e unici che daranno voce e musica a un autore altrettanto magico, in una partitura che esprima al suo meglio le possibilità e i sottotesti nascosti in quest’opera letteraria, che esplora il rapporto tra sentimento e ragione insito all’interno dell’uomo e dell’artista.
Quello che mi è sembrato molto stimolante del racconto è la sua possibile interpretazione sotto diversi piani. L’aspetto più esterno del racconto si occupa del rapporto tra il critico letterario come riproduttore e decodificatore dell’arte, e l’artista come essere perduto, in balia della sua stessa macchina produttrice di arte. Ad osservare bene la vicenda è “come in uno specchio”: i due personaggi si riflettono a vicenda pur esibendo le loro asimmetrie. Il personaggio di Bruno, il critico, si affaccia sull’anima spalancata e tumultuosa del jazzista Johnny, rimanendo attratto e spaventato dalla sua stessa immagine riflessa, proteso per rubare il segreto. Johnny, dal canto suo, si protende invece verso l’altro nella speranza di decodificazioni da applicare ai vari perché della condizione umana.
Johnny mi ricorda il personaggio ritratto nell’ “Urlo” di Munch. La sua biografia completamente inesatta, incapace di dare le risposte che forse Johnny perseguita attraverso la sua musica.
Teresa Pedroni

JULIO CORTAZAR
Julio Cortàzar (1914-84) è uno dei massimi esponenti della narrativa contemporanea. Trascorre il primo periodo della sua formazione tra Buenos Aires e la provincia dove esercita la professione di insegnante di scuole medie e in seguito di professore di Letteratura francese all’Università di Cuyo. Si trasferisce a Parigi, che diviene la sua città natale, dopo aver lasciato l’Argentina per motivi politici. La presa di coscienza politica vera e propria sarà interpretata come una militanza severa, a cui piegare con disinteresse anche le ragioni di un’opera che, per essenza, rifiuta l’ingenuo impegno contenutistico della letteratura. Il Cortazar militante chiederà e otterrà dal Cortazar scrittore quanto nessun Ministero della Cultura oserebbe pretendere dai propri funzionari.

MASSIMO POPOLIZIO
Ha lavorato con registi come Massimo Castri, Cesare Lievi, Angelo Longoni, Mauro Avogadro, e soprattutto Luca Ronconi con il quale ha debuttato nel 1985 nel suo primo ruolo da protagonista in “Commedia della seduzione” di Schnitzler e con cui collabora ormai da oltre dieci anni, facendosi apprezzare in spettacoli come “Strano interludio” (1990) di O’Neill, “Misura per misura”(1992) di Shakespeare, “Peer Gynt”(1995) di Ibsen, “Ruy Blas”(1996) di Hugo, “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”(1998) di Gadda, “ I fratelli Karamazov”(1998) di Dostoevskij, “ La vita è sogno” di Calderon de la Barca (1999/2000), “Lolita” di Nabokov (2000/2001), “ I gemelli veneziani” di Goldoni (2000/2001), “Candelaio” di Giordano Bruno (2000/2001). Nel 1996 vince il premio Ubu come migliore interprete dell’anno, ottiene il premio della critica italiana e il Pegaso d’oro e nel 1998 il Nastro d’argento per il doppiaggio del film Hamlet di Kenneth Brannagh. Con Piero Maccarinelli ha partecipato al progetto “ Eneide nostra contemporanea” (2003). Nel 2004 ha interpretato “ Patologie italiane, tre conferenze- spettacolo sui casi Artusi, Salgari e Lombroso” rassegna prodotta dalla Fondazione Musica per Roma. Ha partecipato inoltre a film e fiction tv come “Le affinità elettive” (1995) dei fratelli Taviani e “Attentatuni” di Claudio Bonivento (2001).

ENRICO RAVA
E’ dei più grandi jazzisti italiani, uno dei pochi la cui popolarità sia riuscita a varcare i confini del pubblico “di settore”. In quarant’anni di carriera la sua strada ha incrociato quella di musicisti come Chet Baker, Gato Barbieri, Steve Lacy, Astor Piazzola, Jo?o Gilberto snodandosi tra le sperimentazioni del free jazz e la godibilità della melodia. A testimoniarla ci sono finora più di venti album a suo nome e infinite collaborazioni con i migliori rappresentanti del jazz italiano e internazionale.

TERESA PEDRONI
Teresa Pedroni si occupa di teatro dal 1978 diplomatasi alla scuola di Alessandro Fersen.
Da sempre interessata al rapporto letteratura-teatro, ha trovato in Giuliano Vasilicò uno dei rappresentanti più significativi di questo tipo di operazione. Da questo incontro è nata una collaborazione artistica durata dal 1978 sino alla messa in scena del romanzo "L'uomo senza qualità" di Robert Musil nel 1984 al Teatro Valle. Privilegia la messa in scena di spettacoli ispirati a romanzi emblematici di autori contemporanei.

2007 - “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi con Paolo Ferrari in scena al Teatro Valle di Roma
2005 - “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi con Paolo Ferrari in scena al Teatro Stabile di Torino e al Teatro La Pergola di Firenze (tournèe)
2002 - "Notturno Indiano" di Antonio Tabucchi con Andrea Giordana in scena al Teatro Valle di Roma e al Festival des Italiens a Parigi nel 2003.
2000 - "Gelo" dall'omonimo romanzo di THOMAS BERNHARD con Roberto Herlitzka in scena al Teatro Politecnico di Roma e poi in tourné nella stagione 2002
1999 - "Il Ciambellone" di Achille Campanile al Teatro Belli di Roma
1998 - "Filottete" di Sofocle con Virginio Gazzolo al Festival La Versiliana e al Festival Taormina Arte
1997 - "Requiem" di Antonio Tabucchi con Antonio Fattorini al Teatro Duse di Bologna ripreso nella stagione teatrale successiva
1996 - "Sintesi Futuriste" al Palazzo delle Esposizioni di Roma e nella Rassegna ETI del Teatro Italiano a Parigi
1996 - "Semplicemente Complicato" di Thomas Bernhard con Roberto Herlitzka al Festival di Asti, al Mittelfest e al Teatro Belli di Roma.
1995 - "I Dialoghi Mancati" di Antonio Tabucchi con Roberto Herlitzka (premio IDI per la migliore interpretazione) al Teatro Belli di Roma e al Teatro dell'Orologio e al Festival Caserta al Borgo

Dal 1993 al 1982 cura la regia di diversi spettacoli tra cui: "Hermann Hesse, il lupo della steppa" tratto dall'omonimo romanzo, "La signorina Else" di Schnitzler, "La leggenda del Santo Bevitore" di Joseph Roth, "Tonio Kroger-Vita d'artista" di Thomas Mann, "Il Convento di Sendomir" tratto da Helga di Haotpmann, "La fame" ispirato all'omonimo romanzo di Knut Hamsun, "Studio su Celine" da Ferdinand Celine.
I suoi spettacoli sono stati rappresentati nei maggiori teatri italiani e sono stati invitati a partecipare a numerosi festival anche all'estero.