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LE CENERI DI GRAMSCI PDF Stampa E-mail

Jesi - Teatro Studio Moriconi
4 aprile 2008

Compagnia Lombardi-Tiezzi
Compagnia Virgilio Sieni
CANGO Cantieri Goldonetta Firenze
in coproduzione con Mittelfest 2007

LE CENERI DI GRAMSCI
di Pier Paolo Pasolini
uno spettacolo ideato ed eseguito da Sandro Lombardi e Virgilio Sieni

musiche Angelo Badalamenti
luci Vincenzo Alterini
suono Antonio Lovato
costumi e oggetti di scena Giulia Pecorari

Lo spettacolo nasce dall’incontro di due protagonisti della scena italiana di ricerca, Virgilio Sieni e Sandro Lombardi. Il coreografo e l’attore collaborano per la prima volta, nell'intento di creare un'opera dove danza e recitazione si rapportino in un dialogo continuo, dove la maturità delle rispettive ricerche coreografica e attoriale si amplifichino l’una con l’altra, trovando un terreno comune in un preciso testo poetico.

Ambientato nel Cimitero degli Inglesi a Roma, dinanzi alla tomba di Antonio Gramsci, il poemetto (che dava il titolo all'intero volume), vive poeticamente della sofferta consapevolezza di una contraddizione tra l'ideale marxista e una visione religiosa della realtà. Pasolini vi dichiara il dissidio tra le due posizioni: "Lo scandalo del contraddirmi, dell’essere / con te e contro te; con te nel cuore, / in luce, contro te nelle buie viscere; / del mio paterno stato traditore - nel pensiero, in un’ombra di azione - / mi so ad esso attaccato nel calore / degli istinti, dell’estetica passione; / attratto da una vita proletaria / a te anteriore, è per me religione / la sua allegria, non la millenaria / sua lotta: la sua natura, non la sua / coscienza; è la forza originaria / dell’uomo, che nell’atto s’è perduta, / a darle l’ebbrezza della nostalgia / e una luce poetica: ed altro più / io non so dirne che non sia / giusto ma non sincero, astratto / amore, non accorante simpatia...

La struttura e la densità espressiva del poemetto offre il materiale su cui elaborare una trama drammaturgica dove l’oralità della recitazione, usata dal danzatore come base musicale su cui costruire la propria coreografia, si alterna a momenti di silenzio attraversati da una continua fisicità e figurazione. D'altra parte, l'attore viene attratto nell'orbita coreografica della danza. Terreno di incontro e confronto tra i due performers è dunque non solo l'approccio intellettuale ed emotivo al testo pasoliniano, ma anche la corporeità, nelle sue due dimensioni: orale e fisica. In scena il corpo si mostra nel suo essere presenza, movimento, voce, figura, memoria: i diversi livelli dialogano e si propagano in una complessità che interroga le immagini e i silenzi della poesia.