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25 gennaio 2008 Teatro Eliseo UN CUORE SEMPLICE di Luca De Bei ispirato all’omonimo racconto di Gustave Flaubert
con Maria Paiato regia Luca De Bei scene Francesco Ghisu costumi Sandra Cardini musiche Marco Schiavoni luci Alessandro Carletti Una partitura “per voce sola” scritta da Luca De Bei, anche responsabile di una regia sobria e pulita e di una trasposizione teatrale rispettosa del racconto flaubertiano. Protagonista Maria Paiato, attrice fra le più brave del teatro italiano, e interprete di grande sensibilità che ha vinto numerosi premi come migliore attrice: Olimpici del Teatro per Un Cuore Semplice (2007) e per Cara professoressa (2004) di Ljudmila Razumovskaja, due Premi Ubu per La Maria Zanella (2005) di Sergio Pierattini e Il silenzio dei comunisti (2006) di Vittorio Foa, Miriam Mafai e Alfredo Reichlin diretto da Luca Ronconi. Al centro della piéce la figura di Félicité, un’esistenza scandita dal lavoro, senza grandi eventi né accadimenti particolari. “Si alzava all’alba per non perdere la messa”, dice Flaubert, “ e lavorava fino a sera senza fermarsi un istante. Poi, terminata la cena, messe in ordine le stoviglie e sprangata la porta, sepolto il ceppo nel camino con la cenere, si addormentava davanti al focolare con il rosario in mano”. Aveva lavorato da sempre, sin da bambina, quando morti i suoi genitori era stata presa da un fattore che l’aveva messa a badare alle mucche in campagna. Una breve e infelice storia d’amore era stata la sua unica parentesi romantica. Una volta assunta come domestica dalla signora Aubain, lì era rimasta per cinquant’anni. La sua intera vita è dedicata agli altri (la sua padrona, i figli di lei, un nipote) alla Chiesa (la cui dottrina Félicité segue con la passione, l’innocenza e l’ingenuità di una bimba), alla casa, al suo adorato pappagallo Loulou. Vive le gioie e i lutti con la stessa intensità, la stessa muta adesione alle leggi della Natura. Apre il suo cuore a chiunque e, seppur spesso ferita o ingannata, in questa dedizione a ogni essere vivente, Félicité trova la sua ragione di esistere. Poi, così come ha sempre vissuto sola, termina la sua vita da sola. Si spegne nel suo letto, dopo una malattia dolorosa, molti stenti, un po’ di follia, regalandoci però la fulgida e rara intuizione di un’anima pura, buona, semplice, e infine necessaria.
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