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Incontro-evento con Piera Degli Esposti in omaggio all'attrice scomparsa. Conferenza-spettacolo dedicata a "Resurrezione", lo sceneggiato tv che la vide interprete giovanissima. Sentite cosa scriveva Valeria Moriconi il 28 gennaio 1965, alle 18. "Sono felice, sono piena di eccitazione, mi trovo bene con tutti. Non conosco ancora Alberto (Lupo) e sono preoccupata. Mi succede sempre quando sto per iniziare un lavoro lungo e impegnativo con un collega di cui non so nulla. Sarebbe terribile se provassi una delusione nei suoi riguardi". Così Valeria, in Russia dal 21 gennaio al 17 aprile per girare "Resurrezione" di Tolstoj, sul suo diario quotidiano. Amava scrivere, Valeria, e mettere in poche righe le sue impressioni. Era giovanissima quando girò questo teleromanzo, con regia di Franco Enriquez e, oltre a Lupo, Sergio Tofano, Luca Ronconi, Corrado Olmi. Oggi pomeriggio dalle 17.30 al Teatro Studio Valeria Moriconi di Jesi si svolgerà una conferenza spettacolo multimediale, condotta da Carlo Infante, con estratti video ed interventi di Emilio Pozzi, con intervista in video a Luca Ronconi e, infine, con la lettura teatrale di una recensione di Achille Campanile su "Resurrezione", letta da Piera Degli Esposti. Verrà inoltre presentato nel corso dell'incontro il blog partecipativo su www.scompagina.org. L'evento è un ulteriore omaggio che jesi fa alla sua Valeria, nell'anniversario della nascita, il 15 novembre del 1931. Dunque, "Resurrezione" ed il commento che Achille Campanile ne fece. Scrisse che il principe rivede Katiuscia (Moriconi, n.d.r.) sul banco degli imputati e dice..."Guarda guarda, è ancora un bel tocco di ragazza, anzi, si è fatta più bella...quasi quasi... ma sì, perchè no? Che ci sto a fare con tutte quelle vecchie galline che frequentano casa mia a che io frequento?". E via così, mentre concludeva che "era evidente, in questi romanzi, il contenuto rivoluzionario e la santa condanna della società russa di quel tempo". Piera Degli Esposti rileggerà da par suo questo "particolare" articolo. Ma noi non possiamo non ricordare cosa scrisse Valeria alla fine delle riprese: "17 aprile, ultimo giorno, ho un nodo in gola da ieri. Mi ero abituata a tutto, agli orari, alle facce, alle telecamere. Ora debbo pensare a cosa farò dopo ma Katiuscia, per me, è ancora una creatura viva; me la sento dentro. Per me morirà quando la scopriranno gli altri". Questo era il senso di Valeria per il Teatro. Se ne parlerà nel suo "Teatro", dalle 17.30 in poi.
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