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15/11/2007 - Moriconi, c'è Piera Degli Esposti (Silvia Barocci, Il Messaggero) PDF Stampa E-mail

Le celebrazioni per l'attrice, oggi lo show-conferenza multimediale al Teatro Studio.

Una biblioteca, uno spettacolo e un blog. Dopo lo sceneggiato Resurrezione riproposto come promosione dell'evento nei giorni scorsi, oggi Jesi celebra Valeria Moriconi con il primo di una serie di appuntamenti nella ricorrenza dell'anniversario della nascita della grande attrice, il 15 novembre 1931. Stamattina alle 11.30 alla Coop in via Gallodoro il sindaco Fabiano Belcecchi inaugura lo spazio Seminarlibri con la consegna del volume Resurrezione. Ma il vero evento della giornata della meoria al vanto del teatro jesino è per questo pomeriggio alle 17,30 al Teatro Studio di Piazza Federico II a lei dedicato, con la conferenza spettacolo multimediale Attorno a Resurrezione condotta dal docente di performing art Carlo Infante interamente dedicata al teleromanzo Rai del 1965 tratto da Tolstoj e diretto da Franco Enriquez. Alla conferenza interverrà Emilio Pozzi, docente di storia del teatro all'Università di Urbino, con un contributo storico critico sullo sceneggiato televisivo e con una sua intervista in video a Luca Ronconi, all'eoca attore nel cast di Resurrezione, e verrà presentato il blog, spazio virtuale in cui tutti gli spettatori sono invitati a lasciare i propri commenti sull'iniziativa e che già da alcuni giorni si è reso protagonista di un vivace dibattito tra pubblico e direzione. L'attesa maggiore è soprattutto per Piera Degli Esposti che si esibirà nella lettura di Coscienza a posto, Katiuscia in più. Il principe sarebbe stupido a non fuggire in Siberia, recensione dell'epoca dello sceneggiato a firma di Achille Campanile, pubblicata da L'Europeo.

 

«È un appuntamento che mi emoziona moltissimo - ha detto l'attrice bolognese - anche perché io a Jesi sono molto legata: lì per l'ultima volta ho recitato Le Coefore, inoltre, e forse per me è anche più importante del primo, è il luogo in cui ho diretto Mirra».

 

Che ricordo ha di Valeria Moriconi?

 

«La andavo a vedere a teatro, era una grande attrice. A me ha dato una forza immensa, soprattutto agli inizi quando aveva preso a sostenermi e proteggermi perché le sembravo un talento. È una forma di "femminismo applicato", una dote rarissima, perché Eva contro Eva è sempre esistito come le difficoltà di riconoscere un'attrice, ma lei era molto singolare».

 

È corretto parlare di Moriconi con un suo modello, una sua maestra?

 

«No, non esattamente, mi ha dato una grande forza ma Valeria non è stata una grande maestra perché io vengo dalle avanguardie degli anni Settanta, mentre lei è una grande attrice della tradizione. E non è stata neppure un grande modello: il valore di ogni attore è nel suo essere unico, specie in un'epoca come quella moderna in cui tutti tendiamo ad essere uguali, ad avere nasi uguali, occhi uguali...».

 

Come definisce questo spettacolo?

 

«Lo spettacolo consiste nella lettura di una recensione di Achille Campanile, brano scelto proprio perché riguarda Valeria e la sua interpretazione di Katiuscia in Resurrezione di Tolstoj. È lui che dà l'avvio allo spettacolo con tutte le sue intelligentissime follie verbali e, partendo dall'ammirazione per Valeria e per la sua bellezza, comincia a pensare a tutto un altro testo».