Nel Teatro Studio Valeria è ancora viva, come se lei fosse solo da poco uscita di casa e avesse lasciato lì le sue cose in attesa di accogliere gli amici per parlare con loro, raccontare le sue esperienze, mostrare sorridendo i suoi ricordi: libri, abiti di scena, giocattoli, lettere, fotografie, copioni. Non è un museo polveroso, ma un luogo invitante, sereno. Così è apparso a Piera Degli Esposti, venuta a Jesi per partecipare alle manifestazioni organizzate per celebrare l'anniversario della nascita dell'attrice. "Qui Valeria Moriconi è rinata; in un tempio giocoso, leggero, molto colto" ha osservato e ha poi soggiunto: "Oggi il teatro vero è calpestato. Occorre ritornare a vedere chi è una grande attrice". E allora, bando alla tristezza, alla nostalgia, perché certo così avrebbe voluto Valeria stessa. Per festeggiare il suo compleanno avrebbe desiderato iniziative originali, speciali, poiché originale, speciale era lei, "un'attrice d'avanguardia, perennemente giovane".
Appunto con questo proposito e dedicata a lei è stata elaborata la rassegna Scompagina/1 libri scena. Prosegue e sviluppa le esperienze del "Festival Intrecci" ideato nel 2002 da Valeria Moriconi con il quale l'attrice proponeva una ricerca sui possibili rapporti che intercorrono fra letteratura e teatro. Con la direzione artistica di Franco Cecchini, direttore del Centro Studi e Attività Teatrali Valeria Moriconi, la nuova rassegna è stata realizzata in collaborazione con l' Amat e la Fondazione Pergolesi Spontini, riservando undici appuntamenti che saranno distribuiti nei teatri di Jesi, Maiolati Spontini, Montecarotto, San Marcello, Monte San Vito. "Attorno a Resurrezione", ha inaugurato il 15 novembre, appunto nella ricorrenza del compleanno di Valeria, la serie degli eventi: una conferenza spettacolo multimediale incentrata su un famoso teleromanzo, del 1965, che vide Valeria Moriconi e Alberto Lupo protagonisti, Franco Enriquez regista. Fu allora una prova di eccezionale bravura per la nostra attrice che descrisse con raro vigore un personaggio tormentato, sconvolto da drammatiche esperienze di vita come Katiuscia. Il teleromanzo, della durata di 6 ore, è stato destrutturato da Carlo Infante, grande esperto di nuove tecnologie informatiche e da lui riassemblato in 12 essenziali, significativi frammenti visivi identificabili da altrettante emblematiche parole-chiave (tag). Si è senz'altro trattato di un'indagine critica sperimentale molto interessante, e realizzata con un linguaggio mediatico innovativo in una sintesi accattivante, adattabile anche ad altri testi letterari. Un uso più specificamente didattico presuppone naturalmente che l'ascolto e la visione siano accompagnate sempre dalla parola-guida di un esperto docente. Altro è stato detto nel contesto della conferenza-spettacolo. Piera Degli Esposti a letto una recensione scritta, a proposito di "Resurrezione", da un osservatore sorridente e ironico come Achille Campanile. Emilio Pozzi ha aggiunto, con altri ricordi, una sua intervista video a Luca Ronconi, allora anche lui interprete dello stesso teleromanzo. Cristina Cirilli ha letto alcune pagine di diario in cui Valeria aveva descritto la sua "deportazione" a Roccaraso dove sarebbero state girate, al freddo e al gelo, le scene di una molto verosimile Siberia. Franco Cecchini infine, rendendo noto che due tesi di laurea su Valeria Moriconi sono state già discusse e che una terza è in via di preparazione, ha annunciato che lui stesso sta attualmente curando la pubblicazione di un libro in cui saranno raccolte le interviste di Valeria Moriconi.
Valeria, il mare, la musica.
È stato dedicato a Valeria Moriconi anche un concerto. Lo ha presentato il 16 novembre, nel Teatro Studio, il Trio Giovanni Seneca & Sabina Meyer, un complesso che da anni si occupa di musica etnica alla quale accosta brani originali da questi ispirati. (…) Il Trio aveva realizzato con Valeria Moriconi, alcuni anni fa, uno spettacolo dedicato a Garcia Lorca. Musica e parola allora si erano incontrate. Così similmente è accaduto anche in questa occasione. Canti popolari e nostalgiche cantilene, prevalentemente della tradizione ebraica dell'est, si sono alternate alle parole di Valeria stessa: ancora pagine di diario, lette con varietà di accenti da Lucia Bendia, in cui l'attrice racconta il suo amore per il mare, le vacanze serene trascorse da bambina a Riccione, le spensierate gite con i genitori a Rocca Priora quando l'Adriatico era un mare da favola; poi Sirolo, la selvaggia riviera del Conero e i ricordi di un avventuroso viaggio in barca nell'Egeo fino alle coste della Turchia. Durante la lettura sono passate sullo schermo molte immagini: Valeria sulla spiaggia, piccolissima, imbronciata, con un costumino di lana in groppa ad un cavallino di legno; poi, adolescente, con lunghissime trecce e gambe da gazzella e ancora altre fotografie che la mostrano più tardi, splendente, inebriata di sole sulla sabbia o fra le onde. Valeria teneva a caro anche ricordi molto lontani che avevano lasciato però una traccia indelebile nella sua memoria. Non sapevamo ancora però che avrebbe saputo illuminarli e raccontarli a noi con parole così vividamente evocatrici.