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20/1/2008 - Il Persecutore (Gian Paolo Grattarola, www.teatroteatro.it) |
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Uno straordinario omaggio al mondo del jazz e alle sue ossessioni creative, con cui Massimo Popolizio, uno fra gli attori più versatili del teatro italiano, Enrico Rava, tra i più apprezzati interpreti del jazz ed il pianista Andrea Pozza hanno dato corpo, voce ed anima ad uno dei grandi della musica del '900. Al centro dello spettacolo, in esclusiva regionale, la magia dell'incontro tra letteratura e musica hanno ricreato l'atmosfera evocata da pagine straordinarie sul mai abbastanza celebrato sassofonista statunitense, icona assoluta della storia del jazz. Il persecutore descrive il tormentato rapporto tra la smania artistica di Charlie Parker-Johnny e l'impossibilità di un pur ottimo giornalista di trasporre l'arte in forma narrativa. Benché capace di riconoscerne la straordinaria vena artistica e desideroso di condividerla, il biografo si trova tra le mani parole semplici incapaci di riprodurre l'intensità della carica vitale del musicista. Il racconto scritto si rivela dunque uno strumento inadeguato a tradurre la grandezza disperata di una vita. Enrico Rava, per la prima volta su un palcoscenico teatrale, ha colto le sfumature essenziali dell' arte di Parker, ricorrendo ad improvvisazioni e cadenze molto suggestive e rendendo il pubblico emotivamente vulnerabile alla sua musica. Popolizio ha adattato con successo la propria voce recitante all'esecuzione strumentale di Rava. Teresa Pedroni, che ha curato adattamento e regia, ha mescolato sapientemente entrambe le modalità espressive per formare qualcosa di mai sentito prima. Un'osmosi di anime e voci capace con cui è stato possibile riprodurre l'ineffabile bellezza del testo di Cortazar insieme con la potenza e la fragilità del grande genio musicale.
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