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LA CANZONE DI NANDA PDF Stampa E-mail

domenica 7 marzo 2010, ore 21
Jesi, Teatro G.B. Pergolesi


LA CANZONE DI NANDA
dai “Diari 1917-1973” di
Fernanda Pivano
di e con
Giulio Casale
regia Gabriele Vacis

in occasione della Festa della Donna
con la partecipazione di: Assessorato alle Pari Opportunità del Comune e della Regione Marche, Commissioni Pari Opportunità e Consigliere di Parità di Regione e Provincia










Giulio Casale – scrittore, autore e cantattore di grande talento, considerato l’erede del teatro-canzone di Giorgio Gaber – presenta il nuovo spettacolo dedicato a una delle principali figure femminili del panorama culturale italiano recentemente scomparsa: la scrittrice e traduttrice Fernanda Pivano, sua amica ed estimatrice del suo lavoro, e anche grande amica di Valeria Moriconi a cui è dedicata la rassegna. Lo spettacolo ripercorrerà le tappe di un’avventura lunga quasi un secolo attraverso i “Diari 1917-1973” e i racconti originali che la Pivano ha fatto a Casale negli anni della loro frequentazione, dando vita ad un affresco poetico ricco di immagini e melodie.
La narrazione sarà accompagnata da immagini inedite e sottolineata da momenti musicali in cui Giulio Casale interpreterà canzoni di Bob Dylan, The Doors, Don Mc Lean, Fabrizio De Andrè, Jacques Brel, Francesco De Gregori, Luigi Tenco, oltre a composizioni sue e di Lorenzo Corti.

ingresso gratuito


TRACKLIST

LA CANZONE DI NANDA






TITOLO AUTORE ANNO




1 I tempi stanno cambiando


I tempi stanno cambiando Lorenzo Corti

The times they are changin' Bob Dylan 1964

American pie Don Mc Lean 1971

Break on through The Doors 1967

Blowin' in the wind Bob Dylan 1963

La guerra di Piero Fabrizio De André
Vittorio Cantanaro
1964




2 L'urlo





3 Le bigotte Jacquees Brel
Bruno Lauzi
2006




4 Henry e Anais


Henry e Anais Lorenzo Corti




5 Mentre la città si disfa Giulio Casale
Lorenzo Corti





6 I 4 poeti


Quattro cani Francesco De Gregori 1975




7 E se ci diranno Luigi Tenco 1967




8 Un posto pulito





9 This land is your land Woody Guthrie 1945




10 Grace under pressure


Grace under pressure Lorenzo Corti




11 Preghiera in Gennaio Fabrizio De André
Gianfranco Reverberi





12 Donna


Ave verum corpus Mozart 1791




13 Io e Laila Giulio Casale




14 E adesso?



Lorenzo Corti


Giulio Casale
Lorenzo Corti





15 It's all over now, baby blue Bob Dylan




16 La canzone di Nanda





17 La fettina di m. Giulio Casale
Lorenzo Corti






GENERAZIONI D’AMORE
le quattro americhe di Fernanda Pivano

prodotto da Grazia Volpi e Lorenzo Perpignani
per Ager 3 in collaborazione con ARPA
Regia: Ottavio Rosati – Musiche: Tito Schipa Jr.

Il ritratto di Fernanda Pivano parte da un gioco psicoanalitico tra lei e il regista Ottavio Rosati che, con l’aiuto del suo Pappafreud (un pappagallo bianco sospetta reincarnazione di Sigmund Freud) la porta a frugare nella sua infanzia vittoriana. Siamo alla ricerca di ciò che ha spinto la mitica Nanda a introdurre in Italia quattro generazioni di scrittori americani trasgressivi, dall’Antologia di Spoon River a Jay Mac Inerney. Questo psico-gioco (che tornerà a ruoli invertiti prima della fine del documentario) sfocia subito in una serie di libere associazioni: sesso vittoriano, lune, i poeti cantano, un ministero per la pace, sogni… che illustrano l’opera e la personalità di una delle più straordinarie figure della cultura italiana contemporanea.
Fernanda Pivano riesce a commuoverci parlando di libri, dalla prima “Storia della letteratura inglese avuta in dono da Pavese (con la dedica A Nanda perché prima di scriverla la legga”) fino al salvataggio insperato da parte della fondazione Benetton dei quarantamila volumi della sua biblioteca sul punto di essere bruciata. Ma i libri di cui parla la Nanda non sono quelli della critica letteraria: vivono di politica, musica, amore, e sono fatti soprattutto di esperienze ed emozioni.
Accanto a Fernanda Pivano nel film ci sono amici e attori che leggono alcuni brani del suo libro “I miei quadrifogli” e Tito Schipa jr. al quale la scrittrice racconta il primo incontro con Bob Dylan. C’è soprattutto Lorenzo un ragazzo di vent’anni interessato, come molti altri della sua generazione, ai protagonisti, alle immagini e alla musica della contro-cultura americana. Le sequenze in cui Nanda gli spiega su una terrazza della vecchia Roma la sua amicizia con De André o la differenza tra beat, hippie, yippie e yuppie, più che di un articolo o di un saggio, hanno il sapore di un racconto di favole moderne.
Il film presenta sequenze storiche di Jack Kerouac, Allen Ginsberg Peter Orlowsky e Gregory Corso girate a Boulder e Rocky Flats nel 1977. Le straordinarie foto inedite di Ettore Sottsass jr., documentano gli incontri della Nanda con gli scrittori portati in Italia a partire da Scott Fitzgerald, da lei tradotto quando ancora i vocabolari italiano-inglese erano proibiti dal fascismo, fino a Bukowsky e i nuovi autori della No-Generation.

Fernanda Pivano (1917) e il regista (1950) si conoscono dal 1973 e da allora non è passato giorno senza che si siano visti, litigati o telefonati tra Roma e Milano, almeno un paio di volte. Forse per questo c’è voluto più di un anno per ridurre a cinquanta minuti un’intervista di trenta ore girata nell’estate del 2000 dentro e fuori il palazzo di Trastevere descritto da Fernanda Pivano nel romanzo La mia Kasbah. Alla fine il film è nato ma sarebbe più giusto dire che è nato uno dei tre o quattro film che sarebbe possibile montare a partire dal materiale a disposizione.
Per una strana sincronicità, mentre Generazioni d’amore veniva completato a Cinecittà, la Nanda doveva smontare la sua casa romana. Come in un racconto di Truman Capote, i titoli di coda venivano stampati mentre le ultime scatole di libri lasciavano la Kasbah romana, dirette a Milano. Quello stesso giorno Fernanda Pivano vedeva per la prima volta il film in una sala di mixaggio e, alla prima comparsa di Allen Ginsberg nello schermo, scoppiava a piangere di commozione.


Il regista: OTTAVIO ROSATI

Ottavio Rosati ha scritto e diretto per la Rai diversi documentari sui pionieri della psicoanalisi. Per il Teatro Stabile di Torino ha realizzato “Giocare il sogno - filmare il gioco” (con Alessandro Haber, Milena Vukotic e Rosalia Maggio) e ha messo in scena al Carignano in forma di sociodramma “Ciascuno a suo modo” di Pirandello.
Per Rai-Cinemafiction ha scritto con Nelo Risi e Tania di Martino la sceneggiatura “Diario di una segreta simmetria”, ricavato dal libro di Aldo Carotenuto sul rapporto tra Jung, Freud e Sabine Spielrein.
Ha realizzato per Raitre due serie di “Da storia nasce storia” un programma di veri psicodrammi gestiti in un setting televisivo, da cui è stato tratto il video-libro omonimo edito da Nuova Eri.
Nel 2001 realizza per Raisat-Gambero Rosso ventun puntate de “Il Pappafreud” con il pappagallo Teto nel ruolo della reincarnazione di Sigmund Freud.