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La commedia di Candido PDF Stampa E-mail

sabato 4 aprile 2009, ore 21
domenica 5 aprile 2009, ore 17
JESI, TEATRO G.B. PERGOLESI

La Contemporanea
LA COMMEDIA DI CANDIDO
testo di Stefano Massini tratto dal Candide di Voltaire
nel 250° anniversario della pubblicazione
con Ottavia Piccolo, Vittorio Viviani
e con Massimiliano Giovanetti, Natalia Magni
Francesca Farcomeni, Desireè Giorgetti, Alessandro Pazzi

regia Sergio Fantoni
scene e costumi Gianluca Sbicca, Simone Valsecchi
musiche Cesare Picco
disegno luci Iuraj Saleri

La scrittura di Stefano Massini - uno dei drammaturghi più interessanti della scena italiana – è al centro della Commedia di Candido. Giovane Artista Rivelazione del 2007 per il Premio Nazionale della Critica, Massini nel 2005 si era già distinto per aver vinto il maggiore premio italiano per la scrittura teatrale, il Premio Pier Vittorio Tondelli a Riccione Teatro.
Protagonista dello spettacolo una donna formidabile, Augustine (la splendida Ottavia Piccolo) un terremoto d’invenzioni, uno scrigno di trovate che finisce in un triangolo impazzito fra tre signori di mezza età non proprio sconosciuti, Denis Diderot, Jean Jacques Rousseau e lo splendido Voltaire. L’ultimo di questi sta infatti per dare alle stampe un certo libretto satirico intitolato Candido. Diderot teme, allora, per la propria Enciclopedia, Rousseau ha i brividi perché sa che Voltaire lo odia da sempre, i sovrani di mezza Europa tremano all’idea di essere svergognati e i gesuiti si preparano alla censura immediata. Augustine si trova impelagata in questo turbinio, le toccherà un’avventura rocambolesca – sempre sul filo del rasoio – fra le fisime di Diderot, le sontuose colazioni di Voltaire e il tinello fatiscente di Rousseau. Un susseguirsi di scene incalzanti dove si rincorrono – fioretti e sciabole - duelli di battute spietate, senza un attimo di tregua. In questa favola-avventura di pieno Settecento fra filosofi e parrucche c’è molto che ci riguarda da vicino: dalla libertà di pensiero al riscatto femminile, dalla lotta contro le guerre ingiuste fino all’integralismo religioso.