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E' vietato digiunare in spiaggia PDF Stampa E-mail

sabato 10 gennaio 2009, ore 21
JESI, TEATRO-STUDIO V. MORICONI

per iniziativa del Centro Studi Piero Calamandrei
in ricordo del Presidente Onorario Alessandro Galante Garrone

Teatro della Cooperativa
in collaborazione con Mittelfest 2007
È VIETATO DIGIUNARE IN SPIAGGIA.
Ritratto di Danilo Dolci
testo di Renato Sarti e Franco Però

con Paolo Triestino, Alessio Bonaffini, Diego Gueci, Renzo Pagliaroto,
Domenico Pugliares, Francesco Vitale
e la partecipazione straordinaria del Procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli

regia Franco Però
scene e costumi Andrea Viotti
musiche J.S. Bach, Antonio di Pofi

ore 10.30: incontro degli studenti con autori, regista, attori e il giudice Gian Carlo Caselli 


“Anche se nella sua vita Danilo Dolci è stato architetto, sociologo, pedagogo, poeta e si è occupato dei problemi della fame in Sicilia, dell’acqua, della mafia, della comunicazione di massa, “E’ vietato digiunare  in spiaggia” tratta soprattutto del famoso processo che subì per aver organizzato lo sciopero alla rovescia il 2 febbraio 1956. Rifacendosi all’art. 4 della Costituzione, per protestare contro la disoccupazione e la miseria, invece di incrociare le braccia o assaltare sedi padronali o istituzionali, i manifestanti agirono in modo assolutamente pacifico, sistemando una vecchia strada impraticabile. L’azione non violenta non fu portata a termine per l’intervento delle forze dell’ordine. Dolci fu incarcerato, processato e, nonostante l’arringa in sua difesa pronunciata da Calamandrei - uno dei padri della Costituzione Italiana - condannato.

Un paradosso che si fa teatro, capace di evocare da piccoli fatti quotidiani ai grandi dilemmi, l’Italia lacerata di quei tempi. La ricostruzione del processo e della realtà in cui si svolsero i fatti scorre, alternando poesie di Dolci, filastrocche dei cantastorie, arringhe degli avvocati e requisitorie del Pubblico Ministero (raffinati esempi dell’arte oratoria), pregnanti testimonianze dei contadini di Partitico, siparietti brechtiani che ricordano la tecnica recitativa estraniata dei Pupi siciliani.” Renato Sarti e Franco Però

Il ruolo di Calamandrei è stato interpretato, nel corso delle varie repliche dello spettacolo, da personalità diverse che si sono contraddistinte nella difesa della Costituzione, dei diritti civili e della pace. A Jesi la sua arringa difensiva sarà letta dal giudice Gian Carlo Caselli.

“(...) questi fatti lontani ma non dimenticabili sono rievocati con molto brio nel miglior spettacolo di politica illustrata che si veda da tempo (...)” Masolino D’Amico, La Stampa