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VENERDI' 20 MARZO 2009, ore 21 JESI, TEATRO-STUDIO V. MORICONI
Teatro Stabile di Genova – Mercadante Teatro Stabile di Napoli INDIA
di e con Mara Baronti e con Cristina Alioto, Patrizia Belardi regia Alfonso Santagata immagini, scene e costumi Beatrice Meoni supervisione musicale Chiara Cipolli, Davide Ferrari musiche Chiara Cipolli, Davide Ferrari, Cristina Alioto, Francesco Menconi design delle immagini Uovoquadrato luci Sandro Sussi
ingresso gratuito
Operiamo in un tempo ed in una prospettiva nelle quali sempre di più la nostra vita quotidiana dovrà confrontarsi con questo grande paese: l’India. Mara Baronti è da sempre innamorata conoscitrice dell’India e della sua cultura, curiosa ed instancabile lettrice dei grandi miti di quella tradizione, da Mahabaratha, Kalika Purana, Ramajana, ecc. “Gli indiani raccontano che gli elefanti, da loro amatissimi, un tempo potevano volare e cambiare forma. Come le nuvole dei monsoni. India è un elefante che vola e si trasforma. Immenso e leggero. Non racconterà dei grandi successi nell’informatica, dei contadini e delle multinazionali, delle dighe, della dote e delle vedove, ma, spero, del perché tutto questo può accadere. India è un racconto di miti e di Dei che ci serve a entrare nella filosofia degli indiani e, attenzione, qui la filosofia non è una materia scolastica ma vita, ricerca, giorno dopo giorno della conoscenza, non del mondo, ma di Sé. India ci farà rendere conto che questo modo di intendere la vita non è completamente estraneo a noi europei. Quando i nostri popoli, all’albore della civiltà vivevano con il viso rivolto alle stelle anche per noi il tempo era l’eternità e lo spazio il cosmo intero. India è un racconto a più voci e a vari livelli: con la narrazione, la danza, il canto e la musica. Con artisti europei e indiani”. Mara Baronti
“… Non sarà una trasposizione di quel mondo, né un’analisi antropologica, né un’identificazione, ma una condivisione e una conoscenza per arricchire il nostro sentire. Un’affabulazione dove non c’è un’azione e una passione della mente, e sarà Mara, con il suo ritmo e la sua danza interiore, che ci accompagnerà in terre sconosciute che ci appartengono”. Alfonso Santagata
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